Veliero Alex deve portare i naufraghi in Italia

Possiamo essere soddisfatti come italiani: Mediterranea, con il veliero Alex, ha salvato 55 vite umane e le ha sottratte alla cosiddetta “guardia costiera libica”, chiamata cinicamente e senza vergogna dal nostro governo per riportarli in quell’inferno libico internazionalmente riconosciuto.
Adesso il Ministro della Propaganda rilancia la soluzione della Tunisia, già dichiarata impraticabile dal tribunale di Agrigento, con l’ordinanza su Carola Rachete, e dalle istituzioni internazionali. La Tunisia non è un porto sicuro, il Ministro se ne faccia una ragione: per settimane ha tenuto in attesa una nave con 75 naufraghi a bordo e, dopo averli fatti scendere, ha impedito loro di fare domanda d’asilo rimandandoli nei Paesi d’origine e contravvenendo al “principio di non refoulement”, garantito dalla Convenzione di Ginevra.
Adesso la Alex deve portare i naufraghi in Italia, non c’è altra strada. Se si vuole combattere il traffico di esseri umani si attivi subito un ponte aereo e un programma di evacuazione per le 6 mila persone prigioniere dei lager libici sottraendole alle milizie rivali che si contendono il controllo del territorio e che le usano come arma di ricatto per i loro interessi